Come fare il visto turistico dalla Cina all’Italia

Vuoi venire in Italia?

Sei in Cina e vuoi venire in Italia per turismo, per visitare amici o parenti o semplicemente per conoscere il Paese. 

Per entrare legalmente in Italia serve un visto, e ottenere il visto non è complicato se sai esattamente cosa fare e in quale ordine. Questa guida ti accompagna passo dopo passo, dall’idea del viaggio fino alla presentazione della domanda, spiegando tutto in modo semplice, chiaro e concreto.

Serve il visto per entrare in Italia dalla Cina

Sì, un cittadino cinese ha sempre bisogno di un visto per entrare in Italia. Non importa se il viaggio dura pochi giorni, se sei invitato da un amico o se hai già viaggiato in altri Paesi europei. Senza visto non è possibile entrare nel territorio italiano o nell’area Schengen.

Qual è il visto giusto per il tuo viaggio dalla Cina all’Italia

Per la maggior parte dei viaggi dalla Cina all’Italia, il visto corretto è il Visto Schengen per turismo, tecnicamente chiamato Visto C. È il visto più richiesto e quello utilizzato da chi vuole venire in Italia per una vacanza, per visitare amici o parenti o per un breve soggiorno senza svolgere attività lavorative.

Il Visto C consente di entrare in Italia e negli altri Paesi dell’area Schengen e di soggiornare per un massimo di 90 giorni nell’arco di 180 giorni. Questo significa che non si possono superare complessivamente i novanta giorni di permanenza, anche se il viaggio è suddiviso in più ingressi. Il visto turistico non permette di lavorare, di studiare a lungo termine o di trasformare il soggiorno in un permesso di residenza.

Secondo le indicazioni dei Servizi Consolari italiani in Cina, il visto per turismo può essere richiesto sia per viaggi individuali sia per viaggi di gruppo ADS (Approved Destination Status). Il visto turistico individuale è il più comune e riguarda i viaggi organizzati in autonomia, con prenotazioni personali o con invito da parte di un privato residente in Italia. Il visto turistico ADS, invece, è riservato ai viaggi organizzati tramite agenzie autorizzate e segue procedure specifiche concordate tra Italia e Repubblica Popolare Cinese.

Esiste poi il Visto D, chiamato anche Visto Nazionale, che è completamente diverso dal visto turistico. Questo visto è richiesto solo quando il soggiorno in Italia supera i novanta giorni ed è legato a motivi specifici come studio, lavoro subordinato, lavoro autonomo o ricongiungimento familiare. Il Visto D non è un visto turistico e richiede autorizzazioni preventive, documentazione aggiuntiva e tempi di valutazione più lunghi.

È molto importante scegliere il visto corretto in base allo scopo reale del viaggio. Presentare una domanda di visto turistico quando l’intenzione è restare a lungo o svolgere attività non consentite è uno dei motivi più frequenti di rifiuto. In questa guida ci concentriamo esclusivamente sul Visto C per turismo, cioè il visto giusto per chi dalla Cina vuole venire in Italia per un soggiorno breve, regolare e conforme alle regole stabilite dall’Ambasciata d’Italia a Pechino e dai Consolati italiani competenti.

Dove presentare la domanda di visto in Cina

La domanda di visto per l’Italia deve essere presentata di persona, su appuntamento, e solo presso l’ufficio competente in base alla tua residenza stabile in Cina. Non è possibile scegliere liberamente dove fare domanda: conta esclusivamente la circoscrizione consolare di riferimento.

Il punto centrale per molte richieste è l’Ambasciata d’Italia a Pechino, che ha competenza su un’ampia area del territorio cinese. La circoscrizione consolare dell’Ambasciata di Pechino comprende le seguenti zone: Pechino, Tianjin, Heilongjiang, Jilin, Liaoning, Mongolia Interna, Hebei, Shandong, Henan, Hubei, Tibet, Xinjiang, Qinghai, Gansu, Ningxia, Shaanxi e Shanxi.

In base al tipo di visto richiesto, la domanda deve essere presentata in luoghi diversi.

Dove presentare la domanda per il Visto C Schengen (fino a 90 giorni)

Tutti i cittadini cinesi che richiedono un Visto C Schengen, quindi il visto turistico o per visite private di breve durata, non presentano la domanda direttamente in Ambasciata, ma devono rivolgersi obbligatoriamente al Centro Visti autorizzato (Italy Visa Application Center – IVAC) competente per la propria residenza.

È necessario fissare prima un appuntamento, che è sempre gratuito. Nessun pagamento è richiesto per la sola prenotazione.

I Centri Visti che fanno riferimento all’Ambasciata d’Italia a Pechino sono cinque e si trovano nelle seguenti città: Pechino, Jinan, Shenyang, Wuhan e Xi’an.

Gli orari di apertura dei Centri Visti sono dal lunedì al venerdì. La consegna delle domande per visti individuali avviene generalmente dalle 9:00 alle 17:00, mentre le domande per visti ADS di gruppo vengono accettate dalle 9:00 alle 12:00. La restituzione dei passaporti avviene dalle 9:00 alle 17:00. Il servizio di assistenza telefonica è attivo dalle 8:00 alle 17:00.

Chi non risiede nella circoscrizione consolare di Pechino deve fare riferimento, in base alla propria residenza, ai Consolati italiani o ai Centri Visti collegati alle sedi di Canton, Chongqing o Shanghai, oppure ai Centri Visti presenti in città come Changsha, Chengdu, Chongqing, Fuzhou, Guangzhou, Hangzhou, Kunming, Nanjing, Shanghai e Shenzhen.

I cittadini cinesi residenti a Hong Kong o Macao devono presentare la domanda di visto esclusivamente presso il Consolato Generale d’Italia a Hong Kong.

È importante sapere che la domanda di visto Schengen può essere presentata a una Rappresentanza diplomatica italiana solo quando l’Italia è l’unica destinazione del viaggio, quando è la destinazione principale in termini di durata o finalità del soggiorno, oppure quando rappresenta il primo punto di ingresso nell’area Schengen e non è possibile individuare una destinazione principale diversa.

Dove presentare la domanda per il Visto D Nazionale

Chi richiede un Visto D Nazionale, quindi un visto per soggiorni superiori a novanta giorni legati a studio, lavoro o ricongiungimento familiare, deve presentare la domanda direttamente presso l’Ufficio Visti dell’Ambasciata d’Italia a Pechino.

Anche in questo caso è necessario fissare un appuntamento preventivo. L’appuntamento è sempre gratuito e deve essere prenotato esclusivamente tramite il portale ufficiale Prenot@mi. Non sono ammessi intermediari.

Per informazioni specifiche sul Visto D è possibile contattare l’Ufficio Visti scrivendo all’indirizzo email visti.pechino@esteri.it oppure telefonando al numero 0086 010 85327639, dal lunedì al venerdì, nella fascia oraria 14:30–16:00 (ora di Pechino). Il servizio è disponibile in lingua cinese, inglese e italiana.

In tutti i casi, la presenza personale del richiedente è obbligatoria perché durante la presentazione della domanda vengono raccolti i dati biometrici, come impronte digitali e fotografia. La responsabilità di presentare la domanda nel luogo corretto e con documenti completi è sempre del richiedente.

Contatti e assistenza

Ambasciata d’Italia a Pechino

Telefono: +86-010-85327639 (9:30-11:00, italiano/inglese/cinese)

Email: visti.pechino@esteri.it

Centri IVAC in Cina Prenotazioni online: IVAC Italia

Call center: +86-(0)20-28292276 (8:00-17:00)

Scopri di più sul sito ufficiale del Ministero degli Esteri.

Documenti necessari per il visto turistico italiano

Per presentare correttamente la domanda di visto turistico per l’Italia dalla Cina è fondamentale preparare tutti i documenti richiesti, in modo completo, coerente e veritiero. Anche un solo documento mancante o compilato in modo impreciso può portare al rifiuto del visto.

Il primo documento indispensabile è il modulo di domanda di visto Schengen, che deve essere compilato in ogni sua parte in lingua inglese, italiana oppure in cinese pinyin. Il modulo deve essere firmato personalmente dal richiedente; per i cittadini cinesi la firma deve essere apposta in caratteri cinesi e non in pinyin. Nel caso di minori di 18 anni, il modulo deve essere firmato da almeno uno dei genitori o dal tutore legale .

Alla domanda va allegata una fotografia recente, scattata negli ultimi sei mesi, a colori, con sfondo bianco e nel formato richiesto dagli standard ICAO. Foto non conformi sono uno dei motivi più frequenti di richiesta di integrazione documentale .

È inoltre necessario dimostrare di risiedere stabilmente nella circoscrizione consolare presso cui si presenta la domanda. Per i cittadini cinesi questo avviene tramite la copia completa dell’Hukou e della carta d’identità. In alternativa, è possibile presentare una carta di residenza, che deve essere stata rilasciata da almeno un anno al momento della richiesta del visto .

Il passaporto deve essere valido per almeno tre mesi dopo la data prevista di uscita dall’area Schengen, deve essere stato emesso da meno di dieci anni e deve contenere almeno due pagine libere per i visti. Alla domanda vanno allegate le copie delle pagine con i dati personali, la firma e gli eventuali visti Schengen precedenti .

È richiesta una prenotazione del volo di andata e ritorno, dalla quale risultino chiaramente il nome del richiedente, la città di partenza e la destinazione. Non è necessario acquistare il biglietto prima del rilascio del visto, ma solo dimostrare l’intenzione di viaggio tramite una prenotazione.

Occorre poi dimostrare dove si alloggerà durante il soggiorno in Italia e nell’area Schengen. Questo può avvenire tramite prenotazioni alberghiere, contratti di affitto temporaneo oppure tramite una lettera di invito da parte di una persona residente in Italia. I documenti di alloggio devono coprire l’intera durata del soggiorno dichiarato.

Alla domanda va allegato anche un programma di viaggio dettagliato, nel quale siano indicati i luoghi che si intendono visitare, le città e le date. È possibile includere anche prenotazioni di trasporti interni per rendere il programma più chiaro e coerente.

Un altro elemento centrale è la dimostrazione dei mezzi finanziari. Il richiedente deve presentare gli estratti conto bancari degli ultimi tre mesi. Non sono richiesti certificati di deposito vincolato. Se vengono presentati conti collegati a carte di credito, è necessario indicare anche il limite di credito e allegare la copia della carta. Per studenti, persone a carico o coniugi che viaggiano insieme sono previste modalità specifiche di dimostrazione dei mezzi economici, sempre basate su documenti ufficiali.

È richiesta anche una lettera di lavoro in originale per chi è occupato, redatta dal datore di lavoro su carta intestata, con timbro, firma e data. La lettera deve indicare il ruolo del richiedente, lo stipendio, gli anni di servizio, il periodo di ferie autorizzate e la conferma che il posto di lavoro sarà mantenuto al rientro. Pensionati, disoccupati, lavoratori autonomi e liberi professionisti devono fornire documentazione alternativa che dimostri la propria situazione economica e professionale.

Per i minori di 18 anni sono richiesti documenti aggiuntivi, come la lettera della scuola, il certificato di relazione familiare con Apostille e, nei casi previsti, l’autorizzazione notarile al viaggio firmata da entrambi i genitori o dal tutore legale.

Tutti i richiedenti devono presentare una assicurazione sanitaria di viaggio, valida per l’intera area Schengen, con una copertura minima di 30.000 euro per spese mediche, ricovero ospedaliero e rimpatrio. L’assicurazione deve coprire l’intero periodo di soggiorno dichiarato e va presentata sia in originale sia in copia.

Durante l’appuntamento per la presentazione della domanda vengono raccolti le impronte digitali e la fotografia, che vengono registrate nel Visa Information System. L’Ambasciata e i Consolati italiani si riservano sempre il diritto di richiedere documentazione aggiuntiva qualora lo ritengano necessario per valutare correttamente la domanda di visto.

Preparare questi documenti con attenzione significa ridurre drasticamente il rischio di ritardi o di rifiuto e presentarsi allo sportello consolare con una domanda solida, chiara e credibile.

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Come scrivere la lettera di invito per il visto Italia Cina

Quando il viaggio dalla Cina all’Italia avviene su invito, la lettera di invito diventa uno dei documenti più delicati e determinanti dell’intera pratica di visto. Non è un semplice foglio di accompagnamento, ma un documento che il Consolato utilizza per valutare la credibilità del viaggio, il legame tra invitante e invitato e la reale intenzione di rientro in Cina al termine del soggiorno.

Molti richiedenti cercano online frasi come “lettera di invito per visto Italia Cina PDF example” o “modello lettera di invito visto turistico”. È importante chiarire subito un punto: utilizzare un modello generico trovato su internet è uno degli errori più frequenti e spesso porta al rifiuto del visto. Ogni lettera di invito deve essere personalizzata, coerente con la domanda di visto e allineata a tutti gli altri documenti presentati.

La lettera di invito deve essere redatta dalla persona che vive legalmente in Italia e che ospiterà il cittadino cinese. Deve contenere innanzitutto i dati completi dell’invitante, come nome e cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza in Italia, numero di documento di identità o permesso di soggiorno e recapiti di contatto. Queste informazioni servono al Consolato per verificare che l’invitante esista realmente e sia regolarmente presente sul territorio italiano.

Devono poi essere indicati in modo chiaro e preciso i dati del cittadino straniero invitato, quindi nome e cognome, data e luogo di nascita, nazionalità, numero di passaporto e rapporto che lo lega alla persona che invita. Anche il legame tra invitante e invitato deve essere spiegato in modo semplice e credibile, ad esempio amicizia, parentela o conoscenza personale.

Un altro elemento fondamentale è il periodo esatto del soggiorno. Le date di ingresso e di uscita dall’Italia devono essere indicate chiaramente e devono coincidere con quelle riportate nel modulo di domanda di visto, nella prenotazione del volo e nell’assicurazione sanitaria. Incoerenze sulle date sono spesso interpretate come un segnale di scarsa affidabilità.

La lettera di invito deve inoltre specificare dove alloggerà l’ospite durante il soggiorno in Italia. È necessario indicare l’indirizzo completo dell’abitazione e dichiarare espressamente che l’invitante mette a disposizione un alloggio per l’intero periodo del soggiorno. In molti casi, alla lettera di invito viene affiancata anche una dichiarazione di ospitalità o altra documentazione che dimostri la disponibilità dell’alloggio.

Infine, la lettera deve contenere un impegno chiaro e formale da parte dell’invitante. Questo impegno riguarda l’ospitalità e, quando richiesto, anche il sostegno economico del soggiorno o l’attivazione di una fideiussione bancaria o assicurativa. Il Consolato deve poter capire chi si assume la responsabilità dell’ospite durante la permanenza in Italia.

Tutte le informazioni contenute nella lettera di invito devono essere vere, verificabili e coerenti con la domanda di visto e con i documenti allegati. Il Consolato ha la facoltà di effettuare controlli e, in caso di incongruenze o informazioni poco chiare, può rifiutare il visto anche se gli altri documenti sono formalmente corretti.

Scrivere una lettera di invito fatta bene significa aiutare il Consolato a capire che il viaggio è reale, temporaneo e ben organizzato. Una lettera scritta male, generica o incoerente, invece, può compromettere l’intera richiesta di visto, anche quando il richiedente possiede tutti gli altri requisiti.

Serve la fideiussione bancaria o assicurativa

Per il visto turistico dalla Cina all’Italia, la fideiussione bancaria o la fideiussione assicurativa non è sempre obbligatoria per legge, ma nella pratica è molto spesso richiesta, soprattutto quando il viaggio avviene su invito di un privato e non tramite un tour organizzato o una prenotazione alberghiera tradizionale.

La fideiussione serve a tutelare lo Stato italiano. In parole semplici, è una garanzia economica che dimostra due cose fondamentali:
che il cittadino straniero ha mezzi di sostentamento sufficienti per tutta la durata del soggiorno e che lascerà l’Italia alla scadenza del visto, senza diventare un onere per il sistema pubblico.

Secondo le regole stabilite dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, per entrare in Italia con un visto turistico è necessario dimostrare di avere una certa disponibilità economica minima, calcolata in base al numero di giorni di permanenza. Più il soggiorno è lungo, maggiore deve essere la copertura economica dimostrata. Questa disponibilità può essere provata in vari modi: con estratti conto personali, con una dichiarazione di mantenimento oppure, nei casi più delicati, con una fideiussione.

La fideiussione diventa particolarmente importante quando il cittadino cinese:

  • non dispone di redditi elevati o facilmente verificabili
  • viene ospitato da un privato e non da una struttura alberghiera
  • presenta una situazione personale che il Consolato considera da valutare con maggiore attenzione

In questi casi, la fideiussione rafforza molto la domanda di visto perché sostituisce o integra la dimostrazione dei mezzi finanziari personali.

Esistono due tipi di fideiussione.
La fideiussione bancaria viene rilasciata facilmente da un Istituto Finanziario tramite  italiafideiussioni.it

La fideiussione assicurativa, invece, viene rilasciata da una compagnia di assicurazioni autorizzata ed è oggi la soluzione più utilizzata per i visti turistici. È più rapida, non richiede il deposito integrale delle somme e risponde meglio alle esigenze pratiche delle famiglie e dei privati.

La fideiussione deve indicare chiaramente:

  • il nome del cittadino straniero invitato
  • la durata del soggiorno
  • l’importo garantito, calcolato in base ai giorni di permanenza
  • l’impegno a coprire eventuali spese di soggiorno, assistenza o rimpatrio

Un punto fondamentale è questo: una fideiussione compilata in modo errato è una delle cause più frequenti di rifiuto del visto. Importi non coerenti con la durata del soggiorno, dati anagrafici sbagliati o documenti non conformi alle richieste consolari possono compromettere l’intera pratica.

Per questo motivo è sempre consigliabile affidarsi a realtà specializzate come italiafideiussioni.it  , operatori con esperienza specifica nel settore delle fideiussioni a Firenze, che conoscono le regole applicate dai Consolati italiani e sanno come predisporre una garanzia corretta, completa e accettata.

In sintesi, la fideiussione non è solo un documento in più, ma uno strumento decisivo. Quando è richiesta e viene fatta nel modo giusto, aumenta in modo concreto le possibilità di ottenere il visto turistico per l’Italia dalla Cina. Quando è fatta male o sottovalutata, può bloccare il viaggio prima ancora della partenza.

Costi, tempi e appuntamento per il visto turistico

Il costo del visto turistico per l’Italia non è fisso in valuta cinese, ma viene calcolato in RMB in base al cambio consolare trimestrale stabilito dalle autorità italiane. Questo significa che l’importo può variare alla fine di ogni trimestre e che il costo applicato è sempre quello in vigore il giorno della presentazione della domanda, non quello del giorno in cui si prenota l’appuntamento.

Per i Visti Schengen di tipo C, quindi per il visto turistico e per visite di breve durata fino a 90 giorni, la tariffa standard è pari a 90 euro, convertiti in RMB secondo il cambio consolare. Per i minori tra i 6 e i 12 anni la tariffa è ridotta a 45 euro, mentre alcune categorie particolari possono beneficiare di una tariffa agevolata pari a 35 euro oppure dell’esenzione totale dal pagamento. Sono esentati dal pagamento, ad esempio, i minori di età inferiore ai sei anni, studenti e insegnanti che viaggiano per motivi di studio o formazione, ricercatori che si spostano per attività scientifica, rappresentanti di organizzazioni senza fini di lucro sotto i venticinque anni e determinati familiari di cittadini dell’Unione Europea che li accompagnano o li raggiungono. Sono inoltre esentati i titolari di passaporto diplomatico.

Il pagamento del visto Schengen viene effettuato direttamente in RMB presso il Centro Visti IVAC, al momento della presentazione della domanda. Oltre alla tariffa consolare, il Centro Visti applica un costo di gestione, pari a 62 RMB per i visti ADS e 78 RMB per tutti gli altri tipi di visto Schengen. Questo costo è separato dalla tariffa del visto e va sempre considerato.

Per completezza è utile sapere che, nel caso dei Visti Nazionali di tipo D, i costi sono diversi. Il visto nazionale ha un costo di 116 euro, mentre il visto nazionale per motivi di studio ha un costo ridotto di 50 euro, sempre convertiti in RMB secondo il cambio consolare. I Visti D vengono pagati direttamente allo sportello dell’Ambasciata, preferibilmente tramite POS con sistemi di pagamento elettronico come Alipay. In via residuale è ammesso anche il pagamento tramite bonifico bancario, che deve essere effettuato utilizzando esclusivamente le coordinate ufficiali dell’Ambasciata e riportando correttamente il nome del richiedente e il numero di passaporto nella causale. In caso di pagamento tramite bonifico, la ricevuta deve essere presentata allo sportello in duplice copia il giorno dell’appuntamento. In alcune situazioni viene accettato anche il pagamento in contanti in RMB, ma solo portando l’importo esatto.

Per quanto riguarda i tempi di lavorazione, la normativa Schengen prevede che le domande di Visto C vengano esaminate entro un massimo di 15 giorni, con la possibilità di estendere il termine fino a 45 giorni nei casi che richiedono verifiche aggiuntive. Per i Visti Nazionali di tipo D i tempi sono generalmente più lunghi e si aggirano intorno ai 90 giorni, con riduzioni a circa 30 giorni per i visti per motivi familiari o lavoro subordinato e possibili estensioni fino a 120 giorni per il lavoro autonomo.

È fortemente consigliato presentare la domanda di visto con congruo anticipo, almeno quindici giorni prima della data di partenza prevista. La domanda può essere presentata al massimo sei mesi prima della partenza. È inoltre importante verificare attentamente la validità del passaporto, perché la data di scadenza del passaporto influisce direttamente sulla durata massima del visto che può essere rilasciato.

L’appuntamento per la presentazione della domanda è sempre gratuito. Nessun intermediario è autorizzato a chiedere denaro per fissare un appuntamento. È fondamentale non affidare i propri dati personali a soggetti non ufficiali e non pagare per servizi che, secondo le regole consolari, non prevedono alcun costo.

Cosa puoi fare e cosa non puoi fare con il visto turistico

Il visto turistico per l’Italia, cioè il Visto Schengen di tipo C, consente al cittadino straniero di entrare legalmente in Italia e di circolare anche negli altri Paesi dell’area Schengen, nel rispetto delle condizioni indicate sul visto stesso. È importante capire bene quali diritti concede e quali limiti impone, perché un uso scorretto del visto può avere conseguenze serie anche per richieste future.

Con il visto turistico puoi entrare in Italia dalla data di inizio validità indicata sul visto e soggiornare per il numero di giorni autorizzati, fino a un massimo di 90 giorni nell’arco di 180 giorni. Durante questo periodo puoi visitare amici o parenti, fare turismo, partecipare a eventi culturali, muoverti liberamente all’interno dell’area Schengen e rientrare nel tuo Paese di origine alla scadenza del soggiorno.

Il visto turistico consente anche ingressi singoli o multipli, a seconda di quanto indicato sul visto. Questo significa che, se autorizzato, puoi uscire e rientrare più volte nell’area Schengen, sempre nel rispetto del limite complessivo dei novanta giorni. Tutti i movimenti di ingresso e uscita vengono registrati e possono essere verificati dalle autorità di frontiera.

Con il visto turistico non è consentito lavorare, né in forma subordinata né autonoma, nemmeno per brevi periodi o attività occasionali. Non è consentito iscriversi a corsi di studio di lunga durata, svolgere attività professionali retribuite o avviare qualsiasi attività che presupponga un permesso di soggiorno diverso. Il visto turistico non può essere utilizzato come scorciatoia per entrare in Italia e poi regolarizzare una posizione lavorativa.

Non è possibile prolungare il soggiorno oltre i novanta giorni, salvo casi eccezionali e documentati di forza maggiore. Allo stesso modo, non è consentito cambiare la tipologia di visto una volta entrati in Italia. Se lo scopo del soggiorno cambia, è necessario rientrare nel Paese di origine e presentare una nuova domanda di visto adeguata al nuovo motivo del viaggio.

È inoltre obbligatorio rispettare le leggi italiane e le regole dell’area Schengen, mantenere un comportamento coerente con lo scopo dichiarato del viaggio e disporre sempre di documenti validi durante il soggiorno. In caso di controlli, le autorità possono verificare la durata della permanenza, la disponibilità economica e il rispetto delle condizioni del visto.

Utilizzare correttamente il visto turistico significa tutelare non solo il viaggio attuale, ma anche le future richieste di visto. Violazioni come il superamento dei giorni consentiti, il lavoro irregolare o l’uso improprio del visto possono portare a sanzioni, segnalazioni nei sistemi informativi e difficoltà nell’ottenere nuovi visti per l’Italia o per altri Paesi Schengen.

Ambasciata d’Italia a PECHINO

Indirizzo: San Li Tun, 2 Dong Er Jie – 100600 Pechino
Centralino: 0086-1085327600 (h. 9.00-17.00)
Telefoni d’emergenza: (lunedì – venerdì h. 17.00-9.00; sabato, domenica e festivi h 24) 0086-13901032957
Email: consolare.pechino@esteri.it
Sito web: http://www.ambpechino.esteri.it

Consolato Generale d’Italia a SHANGHAI

Indirizzo: The Center, 19 floor, Unit 7/11 n. 989, ChangLe Road 200031 Shanghai
Telefono: 0086-2165965900
Telefono d’emergenza: 0086-13901993054
E-mail: info.shanghai@esteri.it
Sito web: http://www.consshanghai.esteri.it
Circoscrizione consolare: Shanghai, Zhejiang, Jiangsu e Anhui.

Consolato Generale d’Italia a CANTON

Indirizzo: Unit 1403, International Finance Place (IFP), No.8 Huaxia Road, Pearl River New City, 510623, Guangzhou
Telefono: 0086 20 38396225
Telefono d’emergenza: 0086-13500006700
E-mail: consolato.canton@esteri.it
Sito web: http://www.conscanton.esteri.it
Circoscrizione consolare: Guangdong, Guangxi, Fujian, Hainan, Hunan, Jiangxi.

Elenco dei corrispondenti consolari:
Shenzhen (Guangdong)
Sig. Stefano Pipino
Tel.: +86-755-83412260
Cell.: +86-18575596343
E-mail: stefanopipino@gmail.com
Fujian
Sig. Mauro Di Lazzaro
Cell: +86-13906021098
E-mail: mdlmail@tin.it

Consolato Generale d’Italia a CHONGQING

Indirizzo: 188, Min Zu Road, World Financial Centre (WFC), 49 Piano, 400010 Chongqing
Telefono: 0086 63822511
Telefono d’emergenza: 0086 13983257845
E-mail: chongqing.consolare@esteri.it
Sito web: http://www.conschongqing.esteri.it
Circoscrizione consolare: Chongqing, Sichuan, Guizhou e Yunnan

Errori da evitare per non farsi respingere il visto

Il rifiuto del visto per l’Italia dalla Cina avviene quasi sempre per errori evitabili. Nella maggior parte dei casi non dipende da un singolo documento mancante, ma da un insieme di elementi che, messi insieme, fanno nascere dubbi sulla serietà o sulla coerenza della domanda. Capire quali sono gli errori più comuni è fondamentale per presentare una richiesta solida e credibile.

Uno degli errori più frequenti è presentare documenti incompleti o non aggiornati. Anche se manca un solo documento previsto dalla checklist ufficiale, oppure se un documento è scaduto o non leggibile, il Consolato può decidere di respingere la domanda senza chiedere integrazioni. Ogni documento deve essere presente, valido e coerente con gli altri.

Un altro motivo ricorrente di rifiuto è la presenza di informazioni incoerenti tra i vari documenti. Date di viaggio che non coincidono, indirizzi diversi tra modulo di domanda e lettera di invito, durata del soggiorno diversa tra assicurazione, biglietto aereo e programma di viaggio sono segnali che il Consolato interpreta come mancanza di affidabilità. Anche piccole incongruenze possono compromettere l’intera pratica.

La lettera di invito scritta in modo approssimativo è un altro punto critico. Lettere generiche, copiate da modelli trovati online, senza indicazioni chiare sul rapporto tra invitante e invitato, sull’alloggio o sulle date del soggiorno, sono spesso considerate non attendibili. Una lettera di invito poco chiara indebolisce tutta la domanda di visto, anche quando gli altri documenti sono corretti.

Molti visti vengono respinti anche a causa di fideiussioni bancarie o assicurative non valide o non coerenti. Importi insufficienti rispetto alla durata del soggiorno, dati anagrafici errati, periodi di copertura sbagliati o documenti non conformi alle richieste consolari rendono la fideiussione inutilizzabile agli occhi del Consolato. In questi casi la domanda viene spesso rigettata senza possibilità di correzione immediata.

Un errore molto grave è fornire dati non veritieri o documenti falsi. Il Consolato ha la possibilità di effettuare controlli e verifiche, anche a distanza di tempo. Informazioni false su lavoro, reddito, stato civile o motivi del viaggio non solo portano al rifiuto del visto, ma possono causare segnalazioni che rendono molto difficile ottenere visti futuri.

È inoltre rischioso affidarsi a intermediari non ufficiali o a presunte agenzie che promettono il visto garantito. Nessuno può garantire il rilascio di un visto e chi chiede denaro per fissare un appuntamento o per “accelerare” la pratica non è un canale autorizzato. In molti casi questi intermediari compilano la domanda in modo scorretto, esponendo il richiedente a un rifiuto di cui resta comunque responsabile.

Infine, è importante ricordare che la responsabilità della correttezza e completezza della documentazione è sempre del richiedente, anche quando ci si affida a terzi per la preparazione della pratica. Presentarsi allo sportello consolare senza aver verificato personalmente ogni documento significa correre un rischio elevato.

Evitare questi errori non garantisce automaticamente il rilascio del visto, ma riduce in modo significativo le probabilità di rifiuto e dimostra al Consolato che il viaggio è reale, ben organizzato e conforme alle regole.

Domande frequenti sul visto turistico Italia dalla Cina

Di seguito trovi le domande più comuni che vengono poste dai cittadini cinesi e dalle persone che li invitano in Italia. Le risposte sono formulate in modo chiaro e diretto, per evitare dubbi e fraintendimenti prima di presentare la domanda di visto.

Con il visto turistico, cioè il Visto Schengen di tipo C, un cittadino cinese può soggiornare in Italia e negli altri Paesi Schengen per un massimo di novanta giorni nell’arco di centottanta giorni. Questo limite è complessivo e vale anche in caso di ingressi multipli. Superare questo periodo costituisce una violazione delle regole del visto.

Sì. I cittadini cinesi hanno sempre bisogno di un visto per entrare in Italia, anche per soggiorni brevi e anche se il viaggio è solo turistico o su invito di amici o parenti.

Per i viaggi di breve durata il visto corretto è il Visto Schengen di tipo C. Il Visto D, detto anche Visto Nazionale, è richiesto solo per soggiorni superiori ai novanta giorni ed è legato a motivi specifici come studio, lavoro o ricongiungimento familiare.

La fideiussione non è obbligatoria in tutti i casi, ma è spesso richiesta quando il viaggio avviene su invito di un privato o quando la disponibilità economica del richiedente non è ritenuta sufficiente. La fideiussione serve a garantire i mezzi di sostentamento e il rientro in Cina al termine del soggiorno.

No. La domanda di visto non può essere presentata online. Il richiedente deve presentarsi di persona, su appuntamento, presso il Centro Visti o l’Ambasciata competente, perché è obbligatoria la raccolta dei dati biometrici, come impronte digitali e fotografia.

No. L’appuntamento per la presentazione della domanda di visto è sempre gratuito. Eventuali costi riguardano solo la tariffa del visto e il servizio del Centro Visti. Chi chiede denaro solo per fissare un appuntamento non è un canale ufficiale.

Il costo del visto turistico è pari a 90 euro, convertiti in RMB secondo il cambio consolare trimestrale. Sono previste riduzioni o esenzioni per alcune categorie, come minori, studenti o familiari di cittadini dell’Unione Europea. Al costo del visto si aggiunge il costo di gestione del Centro Visti.

I tempi di lavorazione per il visto turistico sono in media fino a quindici giorni, ma possono arrivare fino a quarantacinque giorni nei casi che richiedono verifiche aggiuntive. È sempre consigliabile presentare la domanda con largo anticipo rispetto alla data di partenza.

In caso di rifiuto, il Consolato comunica le motivazioni del diniego. È possibile presentare una nuova domanda, correggendo gli errori che hanno portato al rifiuto, oppure valutare un ricorso nei casi previsti dalla normativa.

Ottenere il visto turistico per l’Italia dalla Cina è un percorso chiaro se affrontato con preparazione e attenzione. Presentare documenti completi, una lettera di invito ben scritta e, quando richiesta, una fideiussione adeguata, permette di aumentare in modo concreto le possibilità di ottenere il visto e di realizzare il viaggio in Italia senza problemi.

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